Quote 27 May
Anche la luna umilia i suoi sudditi,
ma di giorno è ridicola.
— Sylvia Plath
Text 27 May 4 notes

Le giornate di sole come questa vanno sfruttate, amo svegliarmi lentamente, ascoltare i suoni del mattino mentre l’odore di caffè invade la casa. Scrivere mentre qualche raggio di sole entra nella stanza, arriva fino alla scrivania e raggiunge il mio cuore. 

Risvegliarsi mentre il mondo si risveglia, semplicemente vivere.

Text 26 May
policefalia ha risposto al tuo fotoset
che braviiiii!

Grazie..:P

Text 26 May
angeliqueretro ha risposto al tuo fotoset
Missione compiuta! Bravissima :D

:D

Video 26 May 9 notes
Text 26 May 1 note
quale passaggio vi risulta difficile? immagino il panetto di burro da incorporare al tutto…

Esatto, la prima parte. Ora forse stiamo migliorando… vedremo :)

Text 26 May 1 note
La tentazione di fare la battaglia della farina è in agguato :D

La farina è ovunque :D

Text 26 May 2 notes
La differenza fra Giallo Zafferano e noi. Ecco, mi associo.

Grazie della solidarietà :)

Text 26 May 8 notes La differenza fra Giallo Zafferano e noi.

Ci è venuta la malsana idea di provare a fare la pasta sfoglia. Si dice che almeno una volta nella vita bisogna provare a farla. Io so solo che sono due ore che stiamo inveendo contro la poverina dei video di Giallo Zafferano e il pc, la cucina e noi siamo ricoperti di farina.

Se sopravviveremo pubblicherò la foto…

Text 26 May 8 notes Olmo

Conosco il fondo, dice. Lo conosco con la mia grossa radice:
è quello di cui tu hai paura.
Io non ne ho paura: ci sono stata.

E’ il mare che senti in me,
le sue insoddisfazioni?
O la voce del nulla, che era la tua pazzia?

L’amore è un’ombra.
Come lo insegui con menzogne e pianti.
Ascolta: ecco i suoi zoccoli: è corso via, come un cavallo.

Per tutta la notte galopperò così, impetuosamente,
finchè la tua testa non sarà una pietra, il tuo cuscino
una zolla,
rimandando echi ed echi.

O vuoi che ti porti il suono dei veleni?
Ecco, questa è la pioggia ora, questo grande azzittirsi.
E questo è il suo frutto: bianco-stagno, come arsenico.

Ho patito l’atrocità dei tramonti.
Bruciati fino alla radice
i miei filamenti rossi ardono ritti, una mano di fili di 
ferro.

Ora mi rompo in pezzi che volano intorno come clave.
Un vento di tale violenza
non tollerà neutralità: devo urlare.

Anche la luna è spietata: vuole trascinarmi
crudelmemte, lei che è sterile
Il suo splendore mi folgora. O forse l’ho catturata.

La lascio andare. La lascio andare
diminuita e piatta, come dopo un intervento radicale.
Come mi possiedono e mi colmano i tuoi brutti sogni.

Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.

Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato,
la malignità.

Le nuvole passano e si disperdono
Sono quelli i volti dell’amore, quelle pallide
irrecuperabilità?
E’ per questo che agito il mio cuore?

Sono incapace di maggiore conoscenza.
Che cos’è questo, questa faccia
così assassina nel suo strangolio di rami?

Sibilano i suoi acidi serpentini.
Pietrificano la volontà. Queste sono le colpe isolate 
e lente
che uccidono e uccidono e uccidono.

Sylvia Plath


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